L’ETICA DELLA RELAZIONE DI CURA
La SICP (Società Italiana di Clinica Psicoanalitica) organizza, in collaborazione con la Scuola Esculapio, un ciclo di seminari propedeutici a un convegno avente come oggetto il tema che indichiamo. Prendersi cura di una persona, di un essere umano, è compito complesso, dalle sfumature molteplici, che non potrà mai esaurirsi nella sola funzione tecnica definita da modalità standardizzate di intervento sulla materia della quale siamo costituiti e dalla quale partiamo.
Il motivo è evidente di per sé: ci prendiamo cura di un essere vivente al suo apparire per aiutarlo a divenire un soggetto umano, per istituirne la vita come quella di chi appartiene alla società degli umani oppure, più avanti, ci prendiamo cura di uno di questi esseri e allora dobbiamo tenere conto di quello che lo caratterizza, della sua specificità la quale, necessariamente, oltrepasserà i limiti delle mere tecniche di intervento.
Potrà trattarsi di cure parentali, volte ad insegnare i primi rudimenti circa l’uso di quella vita che i genitori hanno dato, di cure pedagogiche come messa in opera dell’inquadramento sociale che ci pone il problema di come affrontare il disagio della nostra doppia posizione di esseri naturali ma anche culturali, infine anche di cure sanitarie, in senso lato, ossia dei diversi modi di affrontare le conseguenze di questo disagio, sia che si tratti degli insulti che riceve la nostra natura, la materia di cui siamo fatti, sia che essi riguardino il male di vivere tradotto in sofferenza psichica. In ogni caso, qualunque sia la forma di relazione nella quale si esplicita la cura, l’orizzonte etico di questo compito si impone ma non nel tradizionale senso filosofico di razionalizzazione dell’utile, che non tocca il fondo del problema. Un’impostazione di questo genere, che abbia come suo obiettivo ma anche come limite il beneficio pratico, pur stando alla base delle tradizionali tecniche di intervento, non potrà mai adempiere in modo soddisfacente i presupposti da cui procede.
Il motivo è semplice: il contatto con il “male”, inteso come la sofferenza che inevitabilmente accompagna il fenomeno della vita, genera uno stato di malessere che deteriora la qualità stessa dell’intervento attraverso il continuo coinvolgimento in tale sofferenza di chi è chiamato a svolgerlo: genitore, insegnante, personale sanitario di ogni livello.
Questo il presupposto a cui occorre prestare costante attenzione.
Accade ai genitori alle prese con il malessere dei figli, all’insegnante alle prese con le tensioni che permeano i singoli e i gruppi a cui essi appartengono, al personale sanitario che, più di ogni altro deve affrontare continuamente la malattia del singolo e le sue ripercussioni sull’ambiente che lo circonda.
Le conseguenze sociali di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti prendendo l’aspetto di nuove forme di malessere psicofisico: depressione nelle sue varie declinazioni, disturbi alimentari e dipendenze, deterioramento del legame sociale.
In senso strettamente psicoanalitico l’etica a cui facciamo riferimento si collega alla speculazione su quella che chiamiamo pulsione di morte, una attività contraria alla vita avente come destino una silenziosa opera disgregatrice di assetti costituiti, dunque una tendenza a distruggere.
La cronaca quotidiana ce ne fornisce esempi costanti.
Questo il tema, questa la sfida: quali le condizioni per riuscire mantenere viva la propria tensione di cura nel contatto continuo con il male, detto non a caso la malattia, con la spinta a disgregare quello che si vorrebbe invece unire affinché la vita possa continuare non unicamente come fenomeno fisico ma come struttura di legame sociale e dunque di unione dei “civites”, di civiltà.
La SICP (Società Italiana di Clinica Psicoanalitica) invita a una riflessione intorno a questo tema insegnanti, filosofi, medici, operatori sanitari di ogni genere, psichiatri, psicologi e psicoanalisti, ma conta soprattutto sulla presenza di genitori, quale ognuno di noi può essere.
Il convegno, che si svolgerà dopo il ciclo di seminari (data da stabilire), si articolerà in tre settori relativi a tre diversi ordini di discorso, tre modi di svolgere un unico tema:
· Cure parentali
· Cure pedagogiche
· Cure sanitarie (mediche e psicologiche)
Le modalità di organizzazione, che comprenderanno relazioni, dibattiti e tavole rotonde, così come i nominativi di coloro, che avranno aderito alla nostra iniziativa, verranno tempestivamente comunicate sul nostro sito.
I seminari sono gratuiti, si terranno presso la sede di Esculapio a Napoli, Via E. Suarez 10.
Per partecipare è obbligatorio iscriversi.