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Vademecum: I libri di e per la psicoanalisi

Finzioni di scuola - Trattatello antipedagogico

Finzioni di scuola - Trattatello antipedagogico

Fausto Pellecchia

Edizioni Thyrus, 2019

Uno dei motivi dell’omologazione della cultura verso un livello sempre più basso è la riduzione della scuola a un sistema di formazione e di istruzione protocollare. Programmi già confezionati, tempi di esposizione degli argomenti, verifiche degli obiettivi raggiunti, catalogazione dei livelli di competenza e di apprendimento, tutto ciò sembra riportare a una sorta di piano di marketing sociale che mira ad addestrare gli allievi a una ricezione passiva dei contenuti, sempre più frammentati, sintetizzati e semplificati. L’iter procede dalla scuola materna all’università con procedimenti programmati che hanno lo scopo di fornire titoli di studio senza interruzioni significative del percorso e senza che si debbano superare prove che implicano lo studio, la riflessione e l’integrazione dei contenuti proposti. Gli stessi docenti sono assillati da una complessa burocrazia scolastica che li impegna e li assilla inutilmente.

Qui si propone la recensione del bel saggio di Fausto Pellecchia, purtroppo scomparso il 20 gennaio di quest’anno, stimato filosofo che ha collaborato a lungo con la nostra S.I.C.P. e con Esculapio” la scuola di Formazione in Psicoterapia Psicoanalitica di Napoli. Fausto è stato un importante docente universitario di Filosofia teoretica, di Ermeneutica filosofica, di Filosofia del linguaggio e di Teoria dei linguaggi, oltre ad essere un profondo conoscitore dell’opera completa di Sigmund Freud e di Jacques Lacan. La recensione è di Patrizia Crippa.

Kafka: fino al nervo scoperto

Kafka: fino al nervo scoperto

Patrizia Crippa, Pietro Andujar

NeP Edizioni, 2023

Omaggio a Franz Kafka, nel centenario della sua scomparsa gli autori presentano due saggi, composti in totale autonomia che, in ogni caso, convergono su alcuni tratti fondamentali dei testi di Kafka. Patrizia Crippa titola il suo saggio “Guardami negli occhi” citando, come in tutti i capitoli, frasi dell’autore che sintetizzano il senso critico dell’autore. La lettura attenta dei testi si avvale di una documentazione di tratti biografici e psicologici che rendono ancora più vera l’interpretazione proposta.

Pietro Andujar chiama il suo testo “Kafka è psicanalisi”, titolo provocatorio rispetto all’ortodossia psicoanalitica, ma denso di riferimenti alla capacità straordinaria di Kafka, testimone ante litteram dei tratti fondamentale della psiche. La letteratura di alto livello ha la capacità di rappresentare ciò che esula dal già detto e dal già pensato, spronando alla curiosità di esplorare l’indefinito.

I mondi dentro

I mondi dentro

Pietro Andujar

Homeless Book, 2022

L’esperienza personale e professionale di uno psicoanalista, Pietro Andujar (Membro Ordinario della SICP – Società Italiana di Clinica Psicoanalitica) nella sua attività di studio e di cura attraverso i decenni, dall’insegnamento nelle scuole superiori, alla psicoterapia e psicanalisi di pazienti della più varia estrazione sociale, passando per l’impegno professionale come presidente di OPIFeR (Organizzazione di Psicoanalisti Italiani. Federazione e Registro) e in altre associazioni di cultura psicoanalitica, alcune delle quali con sede a New York, Londra e Parigi. Un’immersione nella cultura e nel dibattito della psicoanalisi come attività di stu- dio e cura. Il testo è umanamente arricchito dai vissuti dell’autore con bei riferimenti alla saga familiare e alla significativa narrazione della drammaticità della malattia.

Il caleidoscopio delle immagini

Il caleidoscopio delle immagini

Pietro Andujar

Homeless Book, 2022

In questo primo volume si indagano gli effetti e i cambiamenti generati dall’uso molteplice, quotidiano e pressoché esclusivo dell’immagine proponendo alcuni suggerimenti di lettura dei fenomeni attuali: come si definisce la mente umana, sia nella sua dimensione individuale che in quella collettiva? L’occhio è uno dei cinque organi di senso del corpo che percepisce, dunque possiamo ridurre la vista alla percezione di ciò che è vero, o, meglio, di ciò che è reale?