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Genealogia e Psicoanalisi

La teoria psicoanalitica, fondata sull’interpretazione del pensiero di Freud, accorda un posto preminente al concetto di padre morto. Già in Totem e tabù esso emerge come avente una funzione fondamentale nella genesi del Super Io. Se noi volessimo considerare il complesso edipico come una struttura che organizza i rapporti, intra e intersoggettivi, nella doppia differenza dei sessi e delle generazioni e non solo come uno stadio dello sviluppo libidico, questa posizione, che assume una coerenza assoluta, diventa sorgente di una serie di concetti come appunto il Superio oppure la Legge e il Simbolico nella teoresi lacaniana, un insieme sotteso dal riferimento alla castrazione e alla sublimazione come destini pulsionali.

Il concetto che rinvia al padre morto dell’Edipo freudiano implica il riferimento all’antenato dunque alla filiazione e alla genealogia sottese dal senso di colpa legato al delitto. Tutti siamo figli: nessuno si fa da solo né può scegliere i propri genitori.

Prima di nascere, ogni essere umano, dei platonici due sessi, è parlato da quelle istituzioni sociali che lo accolgono e che gli assegnano un posto preciso. Queste parole che ci accolgono costituiscono un’eredità che ci accompagna e della quale dobbiamo farci carico. Miti e religioni ce lo indicano, anche se essa può restare ignota o costituire un peso indesiderato.

All’origine di tutto vi è dunque un crimine e la colpa che lo accompagna, segno del dramma dell’individuo umano prigioniero di un’articolazione delicata e fragile tra identità soggettiva e posizione istituzionale definita dalla Legge, dal Super Io. Posizione necessaria che costa un sacrificio continuo, un prezzo necessario e quindi inevitabile.

È la logica della proibizione, evocata ad esempio nell’opera di Pierre Legendre, della quale è necessario tenere conto.