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Psicoanalisi e cinema

Il cinema è una delle principali forme di rappresentazione che hanno costellato il ‘900 contribuendo allo sviluppo della cultura nell’epoca contemporanea, una forma d’arte che si è diffusa in tutto il mondo, generando una grande quantità di stili di comunicazione. La psicoanalisi, nuova forma del sapere, si sviluppa quasi contemporaneamente al cinema. Nell’immensa produzione di film la psicoanalisi può ritrovare riferimenti importanti per la comprensione dei meccanismi psichici dell’essere umano. Come sottolinea Lacan, la forma di rappresentazione collettiva del secolo XX è il cinema: “… oggi l’amore non è più all’unisono con il livello della tragedia … Esso è al livello di ciò che si presenta come la materializzazione più viva della fiction. Nella sua essenzialità … per noi è il cinema.

Platone sarebbe stato felice di questa invenzione. Non vi è migliore illustrazione per le arti di ciò che Platone propone come esordio della sua visione del mondo. Ciò che si esprime nel mito della caverna lo vediamo tutti i giorni illustrato dai raggi danzanti che, sullo schermo, manifestano i nostri sentimenti allo stato di ombre …” Jaques Lacan, seminario VIII, Il Transfert (1960-1961), pag. 38, Einaudi, 2008.

Possiamo considerare la storia del cinema come una cartina al tornasole dello sviluppo della cultura occidentale e della sua espansione mondiale: dal cinema muto, al cinema d’autore, alla cinematografia americana, al grande cinema di Bergman, di Kurosawa, di Kubrick, di Lars von Trier, di Tarantino, di Kim-Ki-duk e molti altri.

La possibilità di incanto e di smarrimento di fronte allo schermo sospende la coscienza della finzione, dell’artificio e pone direttamente lo spettatore nella fiction … Scriveva Freud, nel 1905, nei “Tre saggi sulla teoria sessuale”: “… nel piacere di guardare ed esibire, l’occhio corrisponde a una zona erogena”. “Volgiamo in primo luogo uno sguardo al modo con cui le zone erogene si adattano al nuovo ordinamento. Ad esse spetta un’importante funzione nell’avviamento dell’eccitamento sessuale. La zona forse più lontana dall’oggetto sessuale, l’occhio, si trova – nelle condizioni del corteggiamento dell’oggetto – più spesso di tutte le altre nella situazione di essere stimolato da quella particolare qualità dell’eccitamento proveniente da ciò che, nel caso dell’oggetto sessuale, noi chiamiamo bellezza. I pregi dell’oggetto sessuale vengono perciò chiamati anche “attrattive”.

Al cinema si sono ispirate diverse forme di fiction, dalle vecchie “Soap Operas” alle serie TV che dilatano la narrazione cinematografica, alle produzioni social che durano pochi secondi o pochi minuti. Come possiamo intendere oggi la molteplicità di forme espressive che mettono in scena articolazioni sempre più complesse della questione umana? Cosa ci insegna ancora il cinema oggi?